Virus chip sull’Europa: le elettriche ne approfittano 

Settembre rosso cupo per l’auto in Europa. Rispetto al 2019, cioè all’anno che ha preceduto la pandemia da Coronavirus, in settembre le immatricolazioni di autovetture in Europa Occidentale (Ue+Efta+Uk) hanno subito un calo del 24,3%, mentre nel periodo gennaio-settembre la contrazione è stata del 24,4%. Sulle speranze di ripresa del mercato dell’auto stremato dalla pandemia si è abbattuta la crisi nelle forniture di semiconduttori, che sono particolari essenziali per la costruzione di auto. Questa crisi sta fortemente penalizzando la produzione con ripercussioni che cominciano a essere importanti anche sui tempi di consegna delle vetture nuove che si allungano sempre di più e ha riflessi anche sul mercato dell’usato a cui si rivolge in maniera crescente parte degli automobilisti che non riescono ad ottenere tempi di consegna ragionevoli per comprare un’auto nuova. La situazione è particolarmente pesante in tutta Europa anche per le aziende concessionarie che vedono fortemente penalizzate le vendite di auto nuove con un danno che non è certo compensato dagli aumenti dei prezzi delle auto usate di cui hanno scorte che si stanno sempre più assottigliando.

Questa situazione interessa praticamente tutti i mercati dell’Europa Occidentale. Un aspetto di particolare interesse nei dati diffusi dall’Acea è comunque il fatto che proprio in settembre si registra un boom nelle vendite di auto elettriche pure (BEV) o ibride con la spina (plug-in) dovuto al crescente interesse verso questo tipo di veicoli e probabilmente anche al fatto che presso le concessionarie di tutta Europa vi è ancora una buona disponibilità di auto di questo tipo da collocare sul mercato. Nel Regno Unito in settembre, mentre le immatricolazioni accusano un calo del 37,3% su settembre 2019, la quota di mercato delle auto elettriche (BEV) si è attestata al 15,2%, mentre l’ibrido plug-in ha toccato il 6,4%. In Germania in settembre, a fronte di un calo delle immatricolazioni del 19,5% su settembre 2019, la quota delle elettriche ha toccato il 29% e quella degli ibridi plug-in è arrivata a superare il 13%. Per quanto riguarda l’Italia in settembre le immatricolazioni di autovetture hanno fatto registrare un calo del 26,2% sul 2019, ma la quota di mercato delle auto elettriche è balzata all’8% contro lo 0,9% del settembre 2019, mentre la quota delle ibride plug-in è salita al 5,2% contro lo 0,6% del settembre 2019.

Con riferimento alle auto elettriche particolarmente interessante per l’Italia è la proposta lanciata nei giorni scorsi dal viceministro allo Sviluppo Economico, Gilberto Pichetto, per rendere strutturali gli ecobonus per l’acquisto di vetture elettriche o a basso impatto con uno stanziamento annuo di un miliardo. Questa proposta va nella direzione giusta in quanto supera gli incentivi “stop and go” e può dare un forte contributo al contenimento delle emissioni nocive, creando un quadro di certezze per la transizione verde che in prospettiva potrebbe prendere il posto del quadro di buone intenzioni che ha fin qui caratterizzato il mercato dell’auto ad emissioni zero o contenute.

Nella prospettiva di accelerare la sostituzione del parco auto per renderlo meno inquinante e più sicuro, importante sarebbe, poi, rendere strutturali anche gli incentivi recentemente approvati per l’acquisto con rottamazione di auto usate Euro 6 e il modo migliore per farlo potrebbe essere l’eliminazione dell’imposta sui passaggi di proprietà delle vetture usate, imposta che negli altri Paesi europei non esiste o è molto inferiore a quella che si paga in Italia.

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