Via anche l’ibrido nel 2035? Che autogol

di Massimo Ghenzer, presidente di Areté Methodos

La Ue vuole imporre un’ulteriore accelerazione alla transizione energetica. Ora siamo arrivati al 2035 totalmente elettrico, vietando, peraltro, anche la vendita di auto ibride. Vedremo, nel tempo, se sarà proprio così. La proposta dovrà essere discussa anche con i governi dei vari Paesi e si rischia un’Europa a due se non a tre velocità. La tentazione, mai sopita, dei Paesi del Nord di imporre le loro regole, spunta di nuovo in questo Fit for 55. Funzionerà, non funzionerà, vedremo.

A prima vista, comunque, sembra un obiettivo quasi punitivo, più che strategico per migliorare l’aria. Togliere dal mercato le vetture ibride nel 2035 suona come un autogol. La soluzione tecnica, ma anche pragmatica e a costi sostenibili, di rinnovare il parco circolante con le auto ibride, non può essere mortificata da decisioni che, in uno spazio di tempo così ridotto, suonano ideologiche più che effettivamente attuabili.

Rimangono da risolvere i temi del breve e medio termine. In attesa di avere a listino auto elettriche accessibili, un sistema diffuso di ricariche, un piano di produzione energetica da fonti rinnovabili e un solido processo di smaltimento pulito delle batterie, dobbiamo continuare a migliorare il livello medio di CO2 attraverso il rinnovo del parco circolante con vetture tradizionali e prezzi alla portata delle famiglie. Affrontare i problemi di breve termine è dovuto, tanto quanto la visione a lungo periodo delle emissioni zero. Peraltro, la Ue dovrà venire allo scoperto quanto prima e spiegare in maniera convincente la soluzione di tutti i dubbi e le critiche che si porta dietro la transizione energetica.

Senza un chiaro programma attuabile economicamente da tutti i Paesi, rimane netta la sensazione che le scelte di Bruxelles abbiano un retrogusto amaro di decisioni che, già in passato, con le politiche di bilancio restrittive, hanno di fatto non risolto i problemi di fondo dell’Europa. Sono temi, questi, che differenziano le visioni del Nord Europa con il resto. Il comportamento dei consumatori e le loro esigenze vanno interpretati e le soluzioni non possono essere imposte dall’alto, ma spiegate e condivise.

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