Trasporto pesante in crisi e Toninelli se ne frega

di Franco Fenoglio*

I dati di inizio 2019 (-14,9%) sono estremamente allarmanti, di questo passo l’anzianità del parco continuerà ad aumentare, i benefici in termini di sicurezza ed ambiente delle motorizzazioni di ultima generazione (sia alternative che diesel) saranno allontanati nel tempo e l’efficienza complessiva del nostro sistema di autotrasporto reggerà sempre meno il confronto con la concorrenza degli altri Paesi europei.

Abbiamo più volte previsto un trend negativo per il 2019 e altrettante volte denunciato la situazione dell’autotrasporto italiano chiedendo al decisore politico di voler prestare la dovuta attenzione al problema senza però aver ottenuto alcun riscontro concreto. Abbiamo richiesto un incontro con il Ministro Toninelli per un confronto sulle possibili soluzioni per evitare che la situazione continui a peggiorare, senza ottenere alcuna risposta.

Nonostante alcuni timidi segnali di interesse per il settore, dalle iniziative di revisione del Codice della Strada all’avvio dei lavori dei tavoli ministeriali sul trasporto di merci e alla promessa di stanziare 100 milioni di euro in due anni per il rinnovo del parco contro rottamazione, la crisi del mercato è già evidente, con effetti negativi non solo da un punto di vista economico ma anche sulla sostenibilità ambientale e sulla sicurezza.

Preoccupa, inoltre, che i Decreti ministeriali di riparto delle risorse destinate all’autotrasporto per il 2019 ancora non siano stati emanati, mentre il prossimo 15 aprile scadrà il periodo di presentazione delle domande a valere sui fondi per il 2018. Si creerà quindi ancora una volta discontinuità tra i periodi di finanziamento che rischia di scoraggiare le imprese di autotrasporto che vorrebbero rinnovare le loro flotte.

Dedicare concreta attenzione alle tematiche del trasporto merci e della mobilità sostenibile è ormai un preciso dovere di qualunque formazione politica governi il nostro Paese.

La tecnica del promettere e rinviare decisioni che sono strategiche per il progresso economico dell’Italia è più che mai dannosa e finirà per ripercuotersi negativamente non solo sul settore dell’autotrasporto ma anche su cittadini e imprese.

*Presidente della Sezione Veicoli Industriali di Unrae

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