Sull’auto parole positive, ma poi arriva la logica punitiva

di Massimiliano Archiapatti*

Gli ultimi dati fanno emergere un quadro di luci e ombre per il noleggio a lungo termine: le luci sono legate alla conferma e al consolidamento del crescente appeal delle soluzioni a noleggio, scelte sempre più spesso per soddisfare le esigenze di mobilità, sostenibile e sicura, aziendale, cittadina e turistica nel nostro Paese; le ombre dipendono dall’approccio alle tematiche strategiche della mobilità da parte delle Istituzioni nazionali e locali che, attraverso normative miopi e ordinanze restrittive contraddittorie che prendono di mira il settore, rischiano di frenare l’avanzata della sharing mobility e il rinnovo del parco circolante più vecchio d’Europa.

Misure come la recente stangata sulle auto aziendali in Manovra (proposta e poi alleggerita) o i recenti assurdi blocchi della circolazione anche delle vetture diesel di ultima generazione (e con emissioni vicine allo zero) vanno nella direzione opposta alla sostenibilità ambientale e all’aumento della sicurezza sulle strade, e contribuiscono a determinare il clima di incertezza che spinge anche le aziende a rinviare le scelte di rinnovo della propria flotta, preferendo tenere i contratti in essere in attesa di maggiore chiarezza.

L’attuale quadro di complessiva incertezza richiede grande concretezza nell’approccio ai temi strategici della riduzione emissioni inquinanti e climalteranti e della sicurezza stradale. Per affrontare in modo serio ed efficace questi argomenti, occorre oggi imprimere una decisa accelerata ai tavoli sull’automotive annunciati dal MISE. A parole si dice di considerare l’automotive un asset industriale strategico per il nostro sistema Paese, nei fatti lo si approccia sempre e solo in una logica punitiva o alla ricerca di risorse economiche da impiegare altrove.

*Presidente di Aniasa

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