Per vincere la sfida climatica serve ben altro

di Claudio Spinaci*

La più importante battaglia ambientale è oggi quella climatica, ma si può vincere solo rispettando alcune condizioni: deve essere accompagnata dalla crescita economica, da un potenziamento degli investimenti in manutenzione del territorio per il contenimento degli effetti degli eventi meteorologici estremi, e soprattutto deve avere un approccio globale. L’Europa non può combattere da sola questa battaglia.

Una sfida, quella climatica, che non può che essere globale soprattutto considerando che l’Unione Europea oggi è responsabile solo del 10% delle emissioni globali di CO2, percentuale che scenderà al 7% nel 2030 e al 5% nel 2050. Eppure, nonostante questi dati, gli obiettivi Ue risultano anche “troppo ambiziosi”, e l’Italia “rischia di compiere lo stesso errore fatto dall’Ue, come nel caso degli obiettivi sulle rinnovabili. Quello che auspichiamo è una maggiore flessibilità.

Fughe in avanti unilaterali sono inefficaci e pericolose: rischiano infatti di compromettere in modo grave la competitività del sistema industriale europeo con scarsi effetti sul contenimento delle emissioni climalteranti. È il caso dei limiti imposti ai veicoli che rischiano di indebolire l’industria Ue delle auto. 

Nuovi diesel sono abbondantemente sotto i limiti di legge e ci sono oggi 4-5 modelli a emissioni di NOx (ossidi di azoto) pari a zero. La filiera petrolifera sta sperimentando nuovi prodotti low e free carbon: e-fuel, biocarburanti avanzati e nuovi processi gas to liquide e waste to liquids. Tali innovazioni permetteranno di abbattere fino all’80-90% le emissioni di agenti climalteranti, garantendo la disponibilità di combustibili liquidi low carbon in grado di utilizzare le infrastrutture sia logistiche che distributive esistenti.

L’Italia sta dando il suo contributo con l’evoluzione di un sistema di raffinazione e una logistica di altissimo valore industriale, per confermare il primato storicamente riconosciuto nell’utilizzo del gas nei trasporti, dove sono stati avviati ambiziosi progetti di utilizzo dei biogas, nella produzione di biocarburanti e nell’economia circolare.

*Presidente di Unione Petrolifera

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