Nel 2021 un’auto su tre sarà diesel

di Pier Luigi del Viscovo*

Le auto diesel non usciranno di scena, contrariamente a quanto più volte ventilato. Gli addetti ai lavori intervenuti all’evento «Capitale Automobile» hanno risposto al sondaggio lanciato dal Centro Studi Fleet&Mobility con un televoto in diretta, sulla quota delle auto diesel nelle immatricolazioni del 2021. Uno su due ha dichiarato una previsione tra il 30 e il 40%, mentre uno su quattro addirittura sopra il 40%. Solo uno su cinque ha previsto una quota compresa tra il 20 e il 30% e valori inferiori sono stati indicati da percentuali marginali di votanti. Tali previsioni vanno incastrate nella realtà di questi mesi, che sta registrando una flessione nelle vendite di diesel, anche se proprio dalla Germania arrivano segnali, per ora flebili, di un’inversione. In Europa la quota di mercato è passata dal 51% del 2015 al 36% del 2018.

Un calo di ben 15 punti percentuali, che sta proseguendo in questi mesi, certamente riconducibile almeno per buona parte al Dieselgate, lo scandalo scoppiato in America che però molti movimenti di opinione europei hanno golosamente abbracciato, decidendo che l’eliminazione dei nuovi diesel fosse la soluzione ai problemi di inquinamento.
Pure in Italia la quota è scesa, dal 56% del 2015 al 52% dello scorso anno, ma per cause forse diverse. Intanto, nei mesi successivi al Dieselgate aumentò fino al 57%: probabilmente avevamo capito che non c’era assolutamente motivo di abbandonare un motore molto efficiente e pochissimo inquinante. Poi lo scorso anno sono arrivati i divieti alla circolazione di alcune importanti città, colpendo la libertà di movimento delle persone e spingendo alcuni verso i motori a benzina e altri verso quelli ibridi, soluzione che per un’utilitaria può anche funzionare, ma certo non per auto più grandi destinate a percorrenze più elevate. Altri ancora sono rimasti alla finestra, in attesa di capire che succede. Insomma, la botta c’è stata e continua. Nei primi 5 mesi dell’anno, la quota è scesa al 43%: un anno prima era 11 punti sopra.

Il timore che questo motore uscisse definitivamente dalle opzioni d’acquisto era forte e legittimo. Invece, gli operatori che stanno sul mercato tutti i giorni prevedono che la discesa stia per terminare, atterrando su un valore non troppo più in basso di oggi.

*Fleet & Mobility  

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