L’inutilità degli ecobonus

di Salvatore Saladino*

Tanto rumore per nulla: a marzo sono partiti gli ecobonus, per ora l’unica iniziativa dell’Esecutivo giallo-verde a favore dello svecchiamento del vetusto parco circolante italiano. Il Governo Lega-5 Stelle ha puntato esclusivamente sull’elettrico e su alcune ibride plug-in e ha raccolto un bottino striminzito. Sono state immatricolate 676 auto elettriche, con un incremento di 209 unità, e 422 ibride con la spina, vale a dire 80 in più rispetto al marzo precedente.

Sempre ammesso (ma nient’affatto concesso) che tutti questi veicoli abbiano ottenuto il massimo contributo all’acquisto (6.000 euro con rottamazione per le elettriche, 2.500 euro con rottamazione per le ibride plug-in), le casse dell’Erario avrebbero sborsato (il condizionale è d’obbligo) 4.056.000 euro per sostenere gli acquisti di elettriche e 1.055.000 euro come contributo a chi guiderà un’ibrida plug-in.

In totale sarebbero quindi stati erogati circa 5 milioni di euro sui 60 previsti dal 1° marzo al 31 dicembre (in realtà sono certamente meno, perché non tutti gli acquirenti dispongono di un’auto da rottamare, e alcune elettriche o ibride plug-in superano il prezzo di vendita di 50.000 euro Iva esclusa che rappresenta il tetto massimo per i modelli incentivabili).

Sorge quindi spontaneo pensare che, quasi certamente, una buona parte dei messi a disposizione nel 2019 non saranno sfruttati. Così come non lo saranno i 70 milioni previsti per il 2020 e gli altrettanti per il 2021. La seconda considerazione da fare è che, mentre il Governo concentrava l’attenzione su questi ecobonus, il mercato ha già perso quest’anno 37.000 vendite di auto nuove rispetto al primo trimestre 2018, di cui oltre 20.000 nel solo mese di marzo. La terza riflessione riguarda tutto il battage mediatico che è stato fatto a sostegno dell’iniziativa di questi incentivi, che ha portato a immatricolare nel primo mese soltanto un migliaio di vetture (molte delle quali, adesso è lampante, si sarebbero vendute lo stesso) e che quindi si è rivelato del tutto inutile.

In concreto, mille auto vendute significano meno di una goccia nel mare degli oltre 10 milioni di veicoli obsoleti e inquinanti che sarebbero da eliminare dal nostro parco circolante. Solo attraverso una pianificazione di incentivi veri e seri, che abbinino la rottamazione all’acquisto di automobili realmente alla portata dei consumatori, nuove oppure usate di recente fabbricazione, si farebbe qualcosa di buono. Magari dopo le elezioni europee.

*Country Manager di Dataforce Italia 

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