L’ecotassa farà solo danni, ma la Fiat…

di Corrado Clini*
 
Le autovetture nuove (diesel e benzina), per effetto delle direttive europee e delle nuove norme per l’omologazione, devono rispettare standard molto severi in termini di consumi ed emissioni. È evidente che l’ecotassa applicata sui veicoli nuovi avrà scarsi effetti sulla qualità dell’aria delle nostre città e sulle emissioni di CO2. Mentre se si vuole affrontare la riduzione delle emissioni da traffico sono urgenti misure incentivanti per la rottamazione e la sostituzione di almeno il 50% del parco circolante in Italia, che ha emissioni di gran lunga superiori a quelle degli autoveicoli nuovi.

 

La combinazione dell’ecotassa con gli incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici e ibridi non ha dunque effetti significativi sulla protezione dell’ambiente, mentre ha evidenti effetti negativi e disincentivanti sull’industria italiana dell’auto che non è ancora in grado di offrire tipologie di modelli incentivanti. Tuttavia, il ritardo della Fiat deve essere considerato senza complimenti e suggestioni protezionistiche.

Ricordo che nel 2012, come ministro, avevo ripetutamente sollecitato la Fiat a investire per lo sviluppo di modelli ibridi ed elettrici: in particolare, nell’ambito di un accordo con il governo cinese, era stato assicurato all’azienda italiana il supporto di un incentivo consistente per la produzione e commercializzazione della 500 elettrica nel nuovo stabilimento di Changsha. Ma Fiat scelse di non utilizzare l’opportunità offerta in un mercato che è oggi il più grande al mondo per le auto elettriche e ibride plug-in.

Sono stati persi almeno 7 anni, mentre tutti i principali costruttori di auto al mondo hanno investito nella produzione di veicoli innovativi a basse o zero emissioni. In particolare, le industrie automobilistiche europee hanno messo in campo misure straordinarie e radicali di trasformazione dopo il dieselgate. Se Fiat non decide in modo concreto, e con le alleanze necessarie, di investire in tempi brevissimi sulla produzione di autoveicoli a emissioni zero, il declino sarà inevitabile e non sarà colpa dell’ecotassa. In conclusione, sarebbe opportuno congelare l’ecotassa, ma in cambio l’industria italiana deve assumere impegni vincolanti con tempi certi per la trasformazione dei cicli di produzione e l’offerta di nuovi veicoli.

*Ex ministro dell’Ambiente

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