Fase 2: le nostre proposte siano recepite

di Paolo Scudieri, presidente di Anfia
La Fase 2 di graduale riapertura delle attività produttive e commerciali ha alle spalle i 50 giorni più difficili del Secondo dopoguerra per la nostra economia. I dati del mercato auto ad aprile sono quindi quelli di un mercato fermo, com’era facilmente prevedibile. Quello che più conta, in realtà, è concentrarsi su una rapida ripartenza, visto che la riapertura dei concessionari, da sola, non basta certo a riavviare il mercato, e, con esso, la filiera produttiva automotive, data la situazione di profonda incertezza, che condiziona il clima di fiducia di cittadini e imprese, e l’indebolimento dell’economia e del mercato del lavoro, con conseguente perdita di potere d’acquisto dei consumatori.
Nel proseguire senza sosta il suo lavoro a sostegno alle imprese del settore, Anfia richiama l’attenzione del Governo sull’esigenza di prevedere misure a supporto della domanda, necessarie, oggi, anche alla ripresa delle attività produttive. D’altra parte lo stesso ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, aveva annunciato, nei primi giorni di marzo, prima del lockdown, l’arrivo di nuovi incentivi per favorire la sostituzione delle vetture circolanti con 10 e più anni di anzianità, per migliorare i livelli di emissioni e dare ossigeno al settore.
Le nostre proposte in questo senso si concentrano su un incremento del fondo Ecobonus 2020 per proseguire l’incentivazione delle auto BEV e PHEV e la previsione di una estensione del bonus (a oggi in vigore per le auto fino a 60 g di CO2/km) alimentazione alternativa con emissioni di CO2 da 61 a 95 g/km, in coerenza con le politiche di indirizzamento del mercato verso le tecnologie a basso impatto ambientale e in linea con gli obiettivi fissati dalla regolamentazione europea.
Inoltre, visto il considerevole numero di vetture accumulate in stock da concessionari e produttori durante il lockdown, per evitare che il loro smaltimento blocchi il riavvio della produzione e per dare un immediato impulso alla ripresa delle vendite in un momento in cui la fiducia dei consumatori è bassa, riteniamo possa essere di grande efficacia per cittadini e per le imprese prevedere un incentivo all’acquisto delle vetture in stock prodotte prima del lockdown.

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