Decreto Rilancio: ministra De Micheli bocciata

di Cinzia Franchini, portavoce di Ruote Libere

Un ennesimo regalo indiretto del Governo alle associazioni di rappresentanza, sempre più scollegate dal mondo delle imprese reali. La ministra dei Trasporti,  Paola De Micheli, infatti, nel Decreto Rilancio ha stanziato ulteriori 20 milioni di euro per le riduzioni compensate dei pedaggi autostradali a favore degli autotrasportatori in conto terzi, portando così la somma complessiva a 260 milioni di euro, quando da anni diciamo, con prove alla mano, che quei 260 milioni potrebbero essere risparmiati completamente dallo Stato o indirizzati diversamente, davvero a favore delle imprese del settore.

Ricordo che le risorse economiche che lo Stato mette in campo (recuperandole dalla fiscalità generale, quindi da tutti i contribuenti italiani) per le riduzione sui pedaggi autostradali arrivano notevolmente decurtate, attraverso un meccanismo barocco, alle imprese. Nella realtà, le somme giungono prima alle società di servizio, molte delle quali riferibili alle associazioni di categoria che si occupano, appunto, del ‘sistema riduzioni compensate sui pedaggi.

Le più importanti sono Fai Service, presieduta per anni da Fabrizio Palenzona (che oggi è presidente dell’associazione di rappresentanza degli autotrasportatori della Confcommercio, Fai-Conftrasporto, e pure presidente dell’associazione dei gestori autostradali, Aiscat) e Fitalog, riconducibile a Cna. Sia chiaro, essendo grandi utilizzatori delle Autostrade, e quindi clienti importanti, lo sconto per gli autotrasportatori è doveroso; il problema è che dovrebbe essere erogato dai concessionari autostradali (e non dallo Stato), società private che incassano ogni anno mediamente oltre 5 miliardi dai pedaggi a fronte di versamenti allo Stato per le concessioni di circa 800 milioni.

Non solo, gli sconti dovrebbero andare direttamente nelle tasche dei camionisti, senza la costosa intermediazione dei Consorzi di servizio. E farlo sarebbe semplicissimo: col Telepass i concessionari potrebbero riconoscere lo sconto in fattura a fine mese alle imprese d’autotrasporto. Invece oggi i camionisti ricevono gli sconti con un ritardo di oltre due anni e decurtati dalle commissioni, peraltro con percentuali non definite per legge, che si trattengono i Consorzi di servizi, consorzi ai quali gli autotrasportatori sono costretti ad associarsi per ottenere la fascia di sconto più alta.

Ora la ministra De Micheli aumenta questo “regalo” ai consorzi e, ovviamente, nessuna delle associazioni che ella frequenta caldeggia questo risparmio essendo di fatto, per molti, un finanziamento indiretto alle stesse attraverso soldi pubblici. Ma l’economia reale non può tollerare privilegi da sempre indigesti divenuti oggi, in un momento drammatico con molte aziende che lottano per la sopravvivenza, potenzialmente devastanti. Da un lato si è persa un’occasione storica per scardinare un modello vizioso, dall’altro lato gli autotrasportatori avevano bisogno di aiuti e liquidità immediati.

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