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Contentino arrivato: ora un piano serio, prima che sia troppo tardi

Con grave e colpevole ritardo rispetto alle reali necessità (un provvedimento del  genere sarebbe dovuto passare almeno i primi di giugno ed entrare subito in vigore), sono stati varati gli incentivi per il settore automobilistico che includono, dopo un lungo braccio di ferro, anche le vetture omologate Euro 6 sia benzina sia Diesel . Premiate, ovviamente, le elettriche e ibride plug-in che potranno beneficiare anche dei bonus erogati nelle aree di appartenenza. Incentivi, poi, per moto e motorini. Dall’1 agosto al 31 dicembre lo stanziamento resta di 50 milioni (su 55 miliardi complessivi previsti dal Decreto Rilancio)  una goccia nell’oceano se confrontato con gli 8 miliardi francesi che hanno già portato il mercato al segno “più” e ai 4,5 miliardi resi disponibili dal governo tedesco. A seguire c’è poi la Spagna, con 3,75 miliardi.

Con 50 milioni – al di là dell’entrata in vigore l’1 agosto – non si andrà molto lontano, tanto che che molte Case automobilistiche hanno già ricominciato a spingere sulle vendite con propri incentivi di tutto rispetto allo scopo di avviare, fin da ora, lo smaltimento dello stock accumulato durante il lockdown. Da qui alla fine dell’anno, infatti, servirebbero non meno di 400 milioni solo per l’auto, per avere un primo risultato soddisfacente. Ecco perché si guarda a un nuovo Decreto contenente uno scostamento di bilancio di 20 miliardi  con, al suo interno, una quota che riconosca il vero valore del settore per l’economia del Paese (si dice 1 miliardo), sempre comunque di molto inferiore a quella spagnola, per non parlare di Francia e Germania.

Tutti contenti, a quel punto? Nemmeno per idea. Fuori dagli incentivi resta l’autotrasporto (insieme a rimorchi e semirimorchi), i veicoli commerciali e, tra le altre cose, quell’allineamento fiscale al resto dell’U, sollecitato da anni, che darebbe più forza e fiducia al noleggio, altro settore “core” dell’automotive.  C’è tantissimo lavoro da fare, dunque, ei tempi sono strettissimi. Le associazione della filiera, a questo punto, devono aumentare ancora di più la loro pressione sulle forze del governo. E lo stesso vale per l’autotrasporto. Già ora l’ipotesi di un autunno bollente assume contorni sempre più reali. C’è un mese di tempo per evitare il peggio.

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