Auto elettriche: colonnine servizio pubblico

di Carlo De Masi* e Pierpaola Pietrantozzi**

Nel testo del PNIEC (Piano Energia e Clima) inviato a gennaio 2020 alla Commissione Europea, il Governo ha reso noto l’obiettivo del numero di auto e di furgoni elettrici che l’Italia dovrà raggiungere nel 2030: 4 milioni di veicoli. Adiconsum concorda con tale obiettivo, ma manifesta qualche preoccupazione.

I soli incentivi all’acquisto dei veicoli elettrici non bastano. Occorrerà innanzitutto sviluppare correttamente la rete di ricarica dedicata, a cominciare dalle stazioni di servizio che devono realizzare colonnine fast per la ricarica elettrica dei veicoli.

Adiconsum sostiene il diritto del consumatore di poter ricaricare il proprio veicolo elettrico in pubblico (ovvero: in luogo pubblico o privato accessibile al pubblico) con facilità e corretta fruibilità, grazie ad una rete di ricarica efficace, di qualità e rispettosa dei diritti dei cittadini. L’esercizio di tale diritto è fondamentale per un vero sviluppo della mobilità elettrica, molto più dell’indurre i consumatori al solo acquisto del veicolo elettrico.

Adiconsum auspica che le norme che deriveranno dal PNIEC saranno adeguate agli obiettivi posti e che garantiranno anche la soluzione di due problematiche che non hanno ancora trovato spazio nei documenti del Governo, ma che invece riguardano da vicino chi utilizza i veicoli elettrici: la certezza della qualità del servizio erogato e delle tutele all’utente da parte di chi fornisce il servizio di ricarica elettrica; il prezzo dell’energia per la ricarica in pubblico deve essere a prezzi inferiori rispetto a quelli dei carburanti fossili.

Ad avviso di Adiconsum, la soluzione a queste due problematiche potrebbe venire dal riconoscimento del servizio di ricarica per i veicoli elettrici quale Servizio Pubblico, come del resto già avviene per il rifornimento con carburanti fossili, e come definito dalla Direttiva del presidente del Consiglio dei Ministri 27 gennaio 1994 “Princìpi sull’erogazione dei servizi pubblici”: “Ai fini della presente direttiva sono considerati servizi pubblici, anche se svolti in regime di concessione o mediante convenzione, quelli volti a garantire il godimento dei diritti della persona, costituzionalmente tutelati, alla salute, all’assistenza e previdenza sociale, alla istruzione e alla libertà di comunicazione, alla libertà e alla sicurezza della persona, alla libertà di circolazione, ai sensi dell’art. 1 della legge 12 giugno 1990, n. 146, e quelli di erogazione di energia elettrica, acqua e gas”.

Se veramente si vuole sviluppare la mobilità elettrica tutelando i cittadini che decidono di utilizzarla, occorre immediatamente riconoscere la rete di ricarica elettrica quale servizio di pubblica utilità e conseguentemente imporre alle aziende fornitrici di tale servizio di rispettare le norme dedicate al Servizio Pubblico, sottoponendole al controllo degli organi a questo deputati.

Ecco perché Adiconsum ha inviato una lettera in cui chiede al Governo e ai ministeri competenti di adoperarsi, al più presto, per colmare tale lacuna normativa e garantire, finalmente, a tutti i cittadini di passare alla mobilità elettrica con la certezza di ottenere gli stessi diritti previsti per i servizi pubblici.

(da Fuorigiri-il magazine online dell'automotive)

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