Altro problema: rebus forniture nel 2022

di Paolo Starace, presidente di Unrae Veicoli Industriali

Il settore dei veicoli industriali chiude il 2021 con cifre in crescita su entrambi gli anni, ma in realtà l’incremento  è trainato esclusivamente dal comparto dei veicoli pesanti (+9,3% sul 2019), mentre il rimbalzo  di dicembre, a doppia cifra per tutte le fasce di peso, è da ascrivere alle dinamiche di fine anno e alla necessità per i trasportatori di assicurarsi i benefici derivanti dal credito d’imposta. L’analisi mese per mese, in effetti, mostra un andamento altalenante dovuto al permanere  delle difficoltà della catena di approvvigionamento. La carenza di componenti ha comportato un rallentamento della produzione, con frequenti stop and go che si  sono riflessi in modo negativo sul mercato. In condizioni di normalità nella supply chain, la  crescita sarebbe stata a doppia cifra. Purtroppo, è invece prevedibile il permanere della situazione di incertezza nelle forniture certamente per buona parte del 2022.

In questo contesto rimane fondamentale che si lavori per accelerare il concreto contributo del settore trasporto merci alla transizione ecologica, attraverso un robusto ricambio del parco circolante, per il 55% ancora ante Euro IV, intervenendo in primis con un incremento dei fondi da destinare a tale  scopo in una prospettiva strutturale. Ciò al fine di consentire un’adeguata programmazione sia delle Case costruttrici sia delle imprese di autotrasporto per pianificare investimenti e obiettivi  anche alla luce della sopra richiamata carenza di prodotto.

E’ inoltre necessario concentrare gli sforzi sul fronte delle infrastrutture per la ricarica di  veicoli industriali elettrici e sullo sviluppo dei biocarburanti e dell’idrogeno che rappresentano  soluzioni efficaci e sostenibili per la transizione verso le zero emissioni.”

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