di Emanuele Cappellano, Responsabile Enlarged Europe & European Brands e Stellantis Pro One

 
Stellantis conferma il proprio impegno per l’Italia che continuerà a rappresentare un punto di riferimento nel futuro per il Gruppo. Nel dicembre 2024, con il Piano di impegni definito a chiusura del Tavolo Stellantis, abbiamo voluto dare un segnale di particolare attenzione verso questo Paese che rappresenta la storia della nostra azienda. È evidente che il momento che stiamo vivendo non è certamente facile. Non lo è per Stellantis in Italia, ma non lo è nemmeno per tutto l’ecosistema con cui operiamo in Italia e in Europa e nel mondo. Per questo motivo il Tavolo Automotive rappresenta un’opportunità importante per unire le forze verso la difesa di un’industria fondamentale com’è l’automotive.

Per Stellantis, intanto, iniziano già a emergere i primi segnali positivi derivanti dalle strategie che stiamo attuando insieme ad Antonio Filosa e a tutto il nuovo management. I risultati di molte di queste iniziative saranno visibili solo nel medio periodo, ma alcune scelte di prodotto e di mercato stanno già mostrando i primi frutti. In Nord America, nel terzo trimestre del 2025, i dati relativi alle consegne mostravano già incoraggianti segni di miglioramento, grazie a una politica commerciale e di prodotto che ha rimesso al centro la rete di distribuzione e il cliente.

In Sud America abbiamo concluso il 2025 come primo produttore, con oltre 1 milione di veicoli venduti.
 
In Europa, sebbene la quota di mercato complessiva abbia registrato una flessione, i nuovi modelli lanciati in segmenti chiave mostrano già volumi in crescita. Ci siamo confermati secondi nel comparto auto e primi nel comparto LCV. Nel 2025 siamo diventati leader nel segmento hybrid e ci siamo confermati secondi sia nel segmento B-SUV, dove abbiamo guadagnato quasi 3 punti percentuali di quota, sia in quello dei C-SUV ibridi. Questo conferma che offrire ai clienti libertà di scelta tra le varie motorizzazioni è una strategia vincente. Con quasi 15 prodotti nuovi o aggiornati nel 2025 e altri 10 nel 2026 e un focus sulle motorizzazioni ibride, siamo pronti a rafforzare ulteriormente la nostra offerta commerciale.

Aumento di produzione già dal 2026. Un modello in più a Melfi e nuova generazione veicoli commerciali ad Atessa. A Cassino Nuova Maserati Grecale. A Termoli prosegue motore GSE dopo 2030 e in arrivo nuova linea cambi e-DCT. L’avvio della produzione delle nuove DS N°8 e Jeep Compass a Melfi e della nuova Fiat 500 ibrida a Mirafiori, oltre a ribadire l’impegno per il futuro dei due stabilimenti, ci permetterà, insieme agli altri modelli che lanceremo a partire da quest’anno, di aumentare la produzione già dal 2026.

A conferma di ciò, sottolineo che il 2025 si è chiuso con un aumento della produzione a Mirafiori di quasi il 28%, spinta proprio dalla nuova 500 ibrida. Inoltre, vi anticipo che nelle prossime settimane a Melfi riavvieremo il secondo turno produttivo per andare incontro alle richieste che stanno arrivando per la nuova Compass. Nei prossimi giorni, poi, ripristineremo parzialmente il terzo turno produttivo presso lo stabilimento di Atessa, che abiliterà la produzione di 200 veicoli aggiuntivi al giorno nello stabilimento abruzzese.

Nel corso del 2026, a Melfi avvieremo la produzione prima di un nuovo modello DS e, successivamente, della nuova Lancia Gamma, entrambe sia con motorizzazione elettrica che ibrida. Sempre a Melfi, entro il 2028 avvieremo la produzione di un nuovo modello. A Pomigliano, confermiamo i tre modelli annunciati nel dicembre 2024. Inoltre, stiamo lavorando per portare una nuova generazione della famiglia dei LCV di grandi dimensioni ad Atessa.

Entro il 2030, come già annunciato, a Mirafiori arriverà la nuova generazione di 500. Nel frattempo, a Cassino, stiamo gestendo la transizione legata al cambiamento della strategia rispetto al full-electric. Mentre definiamo il mix produttivo ottimale all’interno del nuovo Piano Strategico, il nostro focus si concentra sulla gamma attuale: abbiamo già lanciato una serie speciale per le Alfa Romeo Giulia e Stelvio e abbiamo deciso di lanciare una nuova Maserati Grecale.

A Modena, abbiamo riportato la produzione di GranCabrio e GranTurismo nello storico stabilimento di Maserati. Abbiamo lanciato Bottega Fuoriserie per rafforzare il posizionamento sul segmento lusso che richiede produzioni su misura e per confermare Maserati quale icona italiana. Siamo impegnati a definire la miglior soluzione possibile per il futuro di Maserati. Gli ulteriori sviluppi saranno definiti sulla base del nuovo Piano Strategico.

In merito a Termoli, come è noto ACC è impegnata nella definizione della sua strategia di investimento sulle Gigafactory.. A prescindere da quali saranno le scelte di ACC, ci tengo ad anticiparvi che, come Stellantis, oltre a confermare l’arrivo della produzione dei cambi e-DCT, abbiamo deciso di investire sul futuro dei motori GSE, adattandoli ai requisiti delle normative tecniche ambientali (Euro7), per garantire la loro piena impiegabilità anche dopo il 2030 sull’offerta di gamma attuale e futura. Questo consentirà la continuità operativa dello stabilimento che sarà associata a produzioni chiave per il futuro dell’azienda che registrano tipicamente volumi importanti.

Grazie alla rinnovata politica di allocazione produttiva, oltre che alle uscite incentivate registrate in questi anni, prevediamo che già dal 2026 potremo ridurre il ricorso a strumenti di cassa integrazione o contratti di solidarietà in alcuni dei nostri stabilimenti. Sul fronte occupazionale, ricordo inoltre che nel 2025 abbiamo assunto quasi500 nuovi colleghi di cui circa 150 ingegneri. Anche nel 2026 prevediamo di inserire in azienda oltre 500 nuovi colleghi, di cui oltre 400 a Mirafiori, in vista dell’attivazione del secondo turno per la produzione della Nuova Fiat 500 ibrida.

Il nostro impegno in Italia procede anche sul fronte dell’innovazione. Nel 2025 abbiamo investito in Italia circa 1 miliardo di euro in ricerca e innovazione: è oltre la metà degli investimenti complessivi fatti lo scorso anno. Le quasi 400 nuove domande di brevetto depositate in Italia nel 2025 testimoniano il nostro primato nell’innovazione. A conferma di questo impegno, anche grazie al supporto del Ministro Urso, abbiamo recentemente aderito all’Istituto Italiano per l’IA e alla Fondazione Chips-IT. Siamo la prima realtà industriale italiana a compiere questo passo, che rappresenta la prova tangibile di quanto Stellantis creda nel futuro dell’innovazione in Italia.

Con la filiera, attraverso l’ANFIA e le altre associazioni di categoria, stiamo avviando iniziative di collaborazione per definire insieme il futuro dei nostri prodotti. Nel 2025 abbiamo chiuso con oltre 7 miliardi di euro di acquisti da fornitori italiani, a riprova della centralità della nostra filiera nell’universo Stellantis. Per il 2026 questo impegno sarà confermato.  Va ricordato che subito dopo la chiusura del Tavolo Stellantis, abbiamo creato una figura responsabile per i rapporti con tutta la filiera italiana.

Per riuscire a garantire la solidità industriale ed occupazionale nel nostro Paese, abbiamo bisogno di condizioni pro-competitive che ci permettano di affrontare la concorrenza, non solo extra-europea. Un esempio su tutti è rappresentato dal costo dell’energia, che, insieme al costo del lavoro, restituiscono un contesto industriale non attrattivo ai fini di nuovi investimenti in Italia. Questo ci penalizza.

Per tornare ad una crescita sostenibile, riteniamo sia necessario lavorare insieme a un vero e proprio Piano per la competitività del settore automotive italiano, che abbia come priorità: 1) La riduzione dei prezzi dell’energia, con attenzione sia al costo della componente energetica che agli oneri di sistema; 2) L’efficientamento del costo del lavoro, che premi chi fa innovazione e che riconosca le esigenze di un’industria in costante evoluzione e mutamento; 3) La competitività della filiera, che va accompagnata verso innovazione e diversificazione. È fondamentale agire con estrema decisione e, soprattutto, farlo immediatamente.


Per rilanciare il settore riteniamo poi fondamentale avere regole pragmatiche e sostenibili. Le attuali regole hanno danneggiato l’industria e reso le automobili meno accessibili. Il nuovo pacchetto di misure per il settore dell’automotive presentato dalla Commissione a dicembre rappresenta un primo passo. Tuttavia, Il pacchetto è completamente privo delle misure urgenti necessarie per affrontare le minacce immediate che gravano sull’industria automobilistica europea e riportarla alla crescita.

In particolare, il segmento dei LCV si trova in una situazione molto critica e il pacchetto non offre margini di respiro. Serve intervenire subito per rafforzare il fixing (5+5 anni) che deve essere la priorità assoluta. Serve poi lavorare sulla revisione dei target e prevedere ulteriori flessibilità. Anche per le auto, il pacchetto non fornisce la flessibilità necessaria per gestire la transizione. Anche in questo caso, serve rafforzare il fixing (5 anni) e magari lavorare sul rinnovo del parco circolante.  La categoria proposta di E-car potrà ridurre i costi, ma non in misura sufficiente a determinare una riduzione significativa del prezzo di acquisto.  Per quanto riguarda le flotte aziendali, i target possono rappresentare una leva per stimolare la domanda, ma per alcuni mercati potrebbero risultare troppo elevati e controproducenti. Infine, riteniamo che l’introduzione di requisiti “Made in Europe” possa rappresentare una soluzione importante se basata su un meccanismo incentivante e graduale. 

I prossimi mesi saranno cruciali per modificare e migliorare Il nuovo pacchetto di misure per il settore dell’automotive presentato dalla Commissione a dicembre. Servono condizioni di competitività e regole che assicurino un futuro per il settore e scongiurino una crisi del settore che rischia di essere irreversibile. Noi siamo impegnati a far sentire la nostra voce in tutte le sedi europee, anche attraverso ACEA. Confidiamo nel continuo supporto del Governo italiano in tal senso a livello europeo, oltre che a livello nazionale attraverso la costruzione di un ecosistema industriale nazionale competitivo. Auspichiamo che TUTTI i partecipanti del Tavolo possano offrire un contributo con le proprie forze. Questa sfida, infatti, non riguarda solo Stellantis ma l’intero comparto automotive, al cui sviluppo abbiamo la responsabilità e il dovere di contribuire.

 
 

Foto da ufficio stampa