di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor
In novembre sono state immatricolate in Italia 124.222 autovetture con un calo sullo stesso mese del 2024 dello 0,04%. Il risultato non è certo esaltante e per giunta è stato ottenuto grazie a un apporto degli ultimi incentivi varati dal Governo per l’acquisto di auto elettriche, incentivi che, immediatamente dopo l’apertura della piattaforma del Ministero delle Imprese e del Made in Italy il 22 ottobre scorso, sono stati prenotati per 55.680 autovetture.

Senza il contributo di cui si è detto, il risultato del mese scorso sarebbe stato sostanzialmente allineato con quello dei primi dieci mesi di quest’anno in cui le immatricolazioni sono state complessivamente 1.293.366 con un calo del 2,7%. Con il piccolo contributo di cui abbiamo detto, il consuntivo del periodo gennaio-novembre chiude a quota 1.417.621 con una contrazione sullo stesso periodo dell’anno precedente del 2,43%.

Tenendo conto del fatto che gli incentivi prenotati daranno luogo a immatricolazioni soprattutto nel 2026, poiché si può ritenere che una parte importante delle auto prenotate con incentivi non siano immediatamente disponibili, secondo il Centro Studi Promotor il 2025 dovrebbe chiudere a quota 1.506.000 immatricolazioni, un livello decisamente infimo e molto lontano da quello che ha preceduto la pandemia, cioè dal 2019 in cui le immatricolazioni furono 1.916.951 (-21,4%).

L’aumento di immatricolazioni dovuto agli incentivi di cui abbiamo appena detto è già comunque visibile nella quota delle auto elettriche che, secondo le elaborazioni dell’Unrae, è passata dal 5% di ottobre al 12,2% di novembre. D’altra parte, gli incentivi di cui stiamo parlando, se da un lato migliorano, sia pure in misura modesta, la quota delle auto elettriche in Italia, che è tra le più basse dell’Unione Europea, dall’altro non danno certo un contributo di rilievo al mercato automobilistico italiano nel suo complesso, né influiscono positivamente sulle sue prospettive che, secondo i concessionari interpellati dal Centro Studi Promotor nel corso dell’inchiesta congiunturale di novembre, non sono certo rosee. Nell’83% dei casi i concessionari hanno giudicato bassa la raccolta di ordini in novembre e nel 42% dei casi hanno previsto anche domanda in calo nei prossimi tre-quattro mesi.

D’altra parte, il clima di opinione nel settore dell’auto è fortemente condizionato dall’attesa del progetto che la Commissione Europea presenterà il 10 dicembre per cercare di attenuare l’impatto negativo sull’industria europea dell’auto, sugli automobilisti e sull’economia della sua politica per la transizione energetica nell’auto. Questa politica ha già determinato risultati catastrofici che sono sotto gli occhi di tutti: dal crollo della produzione di auto in Europa, alla penetrazione di concorrenti molto temibili dell’industria europea, agli effetti sugli automobilisti costretti in moltissimi casi ad utilizzare auto sempre più vecchie e sempre più pericolose in quanto rimangono in esercizio auto che in tempi normali, sarebbero state da tempo rottamate e ciò ovviamente per la crescente difficoltà per molti cittadini dell’Unione di acquistare auto nuove.

Foto Ufficio Stampa Centro Studi Promotor