di Ola  Källenius, presidente di ACEA
(dalle dichiarazioni rilasciate al Brussells Motor Show e al “Financial Times”)
 
Per arrivare all’obiettivo del 2035 delle auto a zero emissioni servono una drastica accelerazione sulle infrastrutture di ricarica» per le auto elettriche e un «percorso uniforme e prevedibile» degli incentivi a livello europeo. Se prendiamo gli ultimi cinque anni, siamo passati da praticamente zero al 13%, ora abbiamo 10 anni per fare il restante 87%, cosa dobbiamo fare per avere successo? È possibile nei restanti 10 anni avere un’infrastruttura di ricarica completa con una copertura totale in tutti i 27 Paesi europei?
Se guardiamo lo stato attuale solo in una manciata di Paesi ci sono stati dei progressi abbastanza buoni, ma la stragrande maggioranza dei 27 è ancora all’inizio di quel percorso. Come possiamo fare in modo che ciò accada? Non aboliremo i trasporti e la mobilità individuale, l’intera economia, l’intera società, è costruita su questa libertà individuale che i nostri padri fondatori hanno inventato 39 anni fa. Quindi se vogliamo arrivare a zero emissioni nei prossimi 10 anni, dobbiamo certamente accelerare drasticamente la velocità di una di queste dimensioni, che è l’infrastruttura di ricarica, perché decarbonizzare il settore dei trasporti è un cambiamento sistemico. E riguarda anche la fonte di energia che dev’essere decarbonizzata per far muovere un veicolo elettrico, ma è un cambiamento sistemico.
È probabilmente la più grande sfida industriale che abbiamo avuto dall’invenzione dell’automobile, e almeno nei primi cinque anni, non è andato così velocemente come avremmo voluto. La lezione che abbiamo imparato nell’ultimo anno è che se hai degli incentivi imprevedibili che salgono e scendono come se fossero sulle montagne russe si crea incertezza nel mercato e il consumatore non sa cosa aspettarsi. Parlo ad esempio del mio mercato interno, la Germania, dove letteralmente da un giorno all’altro gli incentivi sono stati aboliti. E quello che è successo nel 2024 è stato un significativo calo nel mercato tedesco. La Germania è il più grande mercato automobilistico per un ampio margine per l’Europa. Quindi non sorprende che se il mercato più grande va giù, cala tutta l’Europa.
In questa fase gli incentivi sono importanti per la transizione. A un certo punto devi essere in grado di progettare un punto di arrivo, ma devi avere un il miglior percorso possibile, armonizzato, a lungo termine, importante in tutti i 27 Paesi. Ciò che possiamo osservare è che molti politici e diversi leader, a livello nazionale, in diversi Paesi, stanno iniziando a chiedere un rinnovamento, e a porsi la domanda se funzionerà davvero? Se possiamo decarbonizzare nel modo in cui avevamo pianificato originariamente, garantendo allo stesso tempo posti di lavoro o dobbiamo riorganizzare il piano?
L’UE, inoltre, dovrebbe incoraggiare le case automobilistiche cinesi ad aprire più stabilimenti in Europa nel quadro di un accordo per abbattimento le tariffe punitive sui veicoli elettrici cinesi importati. Nessuno è in disaccordo sul fatto che la parità di condizioni sia una discussione legittima. La domanda è: quale strumento utilizzare? Quando siamo arrivati in Cina i responsabili politici ci hanno chiesto: industrializzatevi qui se volete conquistare il mercato. A quanto mi risulta, i politici europei hanno detto lo stesso nei confronti dei cinesi. Penso che queste siano conversazioni legittime, ma ciò significa che si dovrebbero aprire i mercati e creare il più possibile condizioni di parità, per poi lasciare che vinca il miglior attore del mercato.
Foto da ufficio stampa ACEA