di Fabio Pressi, presidente di Motus-E

 
Il nuovo DPCM Automotive contiene scelte condivisibili, la priorità è accompagnare la componentistica italiana, salvaguardando competenze, occupazione e capacità industriale. Positivi anche gli interventi sui veicoli commerciali, sulla ricarica domestica e sul noleggio sociale, che tuttavia devono essere rafforzati e attuati rapidamente.

Per i veicoli commerciali N1 il tempo è decisivo e occorre ripristinare almeno la dotazione originaria e aumentare progressivamente le risorse per i mezzi con zero emissioni allo scarico. Sul noleggio sociale, invece, ci vuole una riflessione più profonda. L’iniziativa, infatti, è realmente sociale quando riduce sia il costo di accesso alla mobilità sia quello di utilizzo del veicolo e questa misura dovrebbe essere maggiormente orientata verso i ve
icoli elettrici e accompagnata da soluzioni per la ricarica domestica.
 
Sul fronte del mercato e del pericoloso ritardo italiano nella penetrazione dei veicoli elettrici, in Italia non esiste oggi una politica strutturale di sostegno alla domanda. Motus-E propone, in questo senso, di intervenire sul segmento in grado di generare volumi stabili e programmabili: le flotte aziendali, rendendo più conveniente per imprese e partite IVA scegliere un veicolo elettrico, intervenendo in modo coordinato su deducibilità, detraibilità dell’IVA e fringe benefit.

La Commissione europea ha previsto la possibilità di utilizzare la clausola nazionale di salvaguardia per interventi legati alla sicurezza energetica e alla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili, inclusa l’elettrificazione e 17 Stati membri l’hanno già attivata e l’Italia non è tra questi. Chiediamo pertanto al Governo di prepararsi a utilizzare questa opportunità, destinando parte delle risorse alla riforma della fiscalità
delle flotte.

Quanto invece al regolamento Ue sui Clean Corporate Vehicles, Motus-E non chiede di approvare il testo senza modifiche. Ma una cosa è migliorare il regolamento; un’altra è cancellarlo e il regolamento è uno dei pochi strumenti capaci di trasformare la preferenza per il Made in Europe in un mercato reale.

Infine, le batterie. L’Italia può candidarsi a diventare un polo europeo del recupero e del riciclo delle batterie al litio e questa priorità industriale e strategica è pienamente coerente con le finalità del Fondo Automotive.
Chiediamo, quindi, un programma dedicato all’intera catena: raccolta, diagnosi, riutilizzo, disassemblaggio, trattamento della black mass e raffinazione dei materiali.
 

Foto da ufficio stampa Motus-E