di Domenico De Rosa, CEO del Gruppo SMET
L’Europa ha imposto obiettivi sempre più ambiziosi senza costruire, nello stesso tempo, le condizioni per consentire alle proprie imprese di competere. Energia più costosa. Burocrazia crescente. Normative sempre più complesse. Filiere strategiche lasciate ad altri continenti. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Le grandi industrie europee non stanno più investendo per crescere. Stanno tagliando capacità produttiva e posti di lavoro per sopravvivere. Sarebbe però riduttivo attribuire questa crisi a una sola causa. La competizione cinese, le tensioni geopolitiche, i dazi e il cambiamento tecnologico hanno inciso profondamente. Ma è altrettanto evidente che l’Europa è arrivata a questa sfida con un sistema industriale reso più fragile da anni di scelte che hanno spesso privilegiato la regolamentazione rispetto alla competitività.
La conseguenza rischia di essere una nuova stagione di disoccupazione industriale che coinvolgerà non solo il settore automobilistico, ma tutta la manifattura europea. Quando si perde la capacità di produrre, si perde anche innovazione, occupazione qualificata, autonomia economica e, in ultima analisi, sovranità.
Il tempo delle analisi è finito. Serve una vera politica industriale europea che rimetta al centro produzione, competitività, ricerca e investimenti. Perché senza industria non esiste benessere duraturo.