di Andrea Cardinali, direttore generale di UNRAE
La Commissione ha recentemente presentato il Pacchetto di primavera del Semestre europeo, aprendo alla possibilità di includere nella clausola di salvaguardia nazionale per le spese di difesa – il cui tetto aggiuntivo è fissato all’1,5% del PIL – anche un margine dello 0,3% annuo per misure di sostegno energetico nel triennio 2026-
2028, entro un limite cumulativo dello 0,6%. Per l’Italia, tale flessibilità si tradurrebbe in una concessione del valore di circa 14 miliardi di euro, derivabili direttamente dalle risorse rilasciate da Bruxelles.
Questo margine rappresenta un’occasione concreta da utilizzare come fonte di finanziamento per defiscalizzare la transizione energetica delle flotte aziendali, tema sul quale l’UNRAE ha elaborato e promosso nei tavoli istituzionali uno specifico schema di possibile applicazione.
Nel frattempo, prosegue il dibattito sui dossier comunitari. In relazione alla proposta di Regolamento per i veicoli aziendali puliti, il primo testo di compromesso del Consiglio dell’UE lascia sostanzialmente inalterato l’impianto delineato della Commissione, con obiettivi estremamente sfidanti che non tengono conto della reale diffusione delle vetture BEV nei singoli Stati membri, rischiando così di penalizzare nazioni come l’Italia (equiparata alla
Francia, seppur con una quota BEV pari a nemmeno un terzo).
Francia, seppur con una quota BEV pari a nemmeno un terzo).
In Consiglio, il dibattito sta quindi evidenziando posizioni divergenti tra gli Stati membri, con la composizione di assi tra Paesi che esprimono valutazioni critiche e chiedono maggiore flessibilità, tra cui l’Italia e la Germania, e altri – quali Francia e Spagna – che sostengono pienamente la proposta.
Divergenze specifiche si riscontrano anche nel confronto sul draft report del relatore Salini relativo agli standard CO2 per i veicoli leggeri, attualmente in discussione in Commissione ENVI del Parlamento europeo e dove emergono posizioni discordanti tra i Gruppi politici.
L’UNRAE valuta in modo critico il fatto che si continui a ragionare esclusivamente in termini di obblighi e prescrizioni, focalizzandosi alternativamente solo sul fronte dell’offerta oppure su quello della domanda. Il contesto è più articolato e l’attenzione va posta maggiormente sui fattori abilitanti – fiscalità, agevolazioni strutturali,
infrastrutture di ricarica e costo dell’energia – oltre a considerare i consumatori stessi più al centro di queste discussioni rispetto a quanto avvenuto finora.
infrastrutture di ricarica e costo dell’energia – oltre a considerare i consumatori stessi più al centro di queste discussioni rispetto a quanto avvenuto finora.
In attesa della formale ratifica dal Consiglio dell’UE, dobbiamo ricordare che in questo ambito, come UNRAE, da oltre 20 anni siamo già al fianco dei Costruttori impegnati a sostenere misure in linea con le best practices dell’economia circolare e che, ora ancor di più, continueremo a fornire alle Associate il supporto operativo necessario a rispettare gli adempimenti più stringenti previsti dal nuovo quadro normativo.
Foto Ufficio Stampa Unrae