di Giovanni Passalacqua, Consulting Automotive Leader di EY Italia
 
La mobilità connessa è spinta da una pressione sempre più evidente sulle città e sulle abitudini di spostamento. Entro il 2050 il 70% della popolazione mondiale vivrà in aree urbane; negli ultimi 20 anni il traffico automobilistico è cresciuto di circa il 20% e nelle grandi città si perdono fino a 70 ore l’anno nel traffico. Secondo l’EY Mobility Consumer Index 2025, l’auto resta centrale anche per la Gen Z: l’87% indica l’auto privata tra i mezzi utilizzati, ma cresce l’interesse per servizi connessi come l’assistenza alla guida e alla navigazione e intrattenimento. Oltre il 70% degli utenti è inoltre favorevole a condividere dati, se riceve valore in cambio e assicurazioni su trasparenza ed etica nella gestione.

Il futuro non sarà fatto solo da veicoli migliori: saranno gli ecosistemi intorno al veicolo a dover migliorare. I dati e l’impiego dell’AI costituiranno la nuova grammatica per il linguaggio della mobilità e saranno la base per lo sviluppo di nuovi servizi. Per gli operatori del settore sarà fondamentale lavorare su costituzione di partnership, ancor prima dello sviluppo di nuovi prodotti, in quanto la capacità di orchestrare un ecosistema è una competenza che si costruisce nel tempo.


Foto fornita da Giovanni Passalacqua